Dighe energetiche

Iberdrola, azienda leader nella produzione e la distribuzione di energia elettrica e gas naturale in Spagna, ha ideato un sistema che risolve i problemi di stoccaggio dell’energia, derivante da fonti rinnovabili, attraverso gli accumuli idroelettrici.

In Spagna l’energia eolica è aumentata del 14% nell’arco degli ultimi 10 anni e la soluzione per gli accumuli consiste nell’investimento sulle centrali idroelettriche a ciclo chiuso, così come quella di Cortes-La Muela, sul fiume Jùcar.

Iberdrola ha chiuso, attraverso un sistema di dighe, un bacino a 900m d’altezza e uno 500m più in basso, realizzando la più grande centrale idroelettrica a ciclo chiuso d’Europa, con una potenza di 1.762 megawatt, in grado di ricoprire il fabbisogno di 500 mila abitazioni.

L’acqua, passando attraverso le turbine e producendo energia elettrica, può essere portata dal bacino di valle a quello di monte grazie a un sistema di pompaggio nei momenti in cui la richiesta è bassa, per poi tornare a valle nei momenti in cui la domanda è maggiore.

Più semplicemente, accumula l’energia in eccesso per poi rilasciarla nei momenti di bisogno. Questo ha inoltre attirato l’attenzione delle utilities portandole a investire nelle energie rinnovabili.

La Spagna però non è l’unica a offrire questo servizio, infatti nel mondo esistono già 292 impianti idroelettrici a ciclo chiuso (altri 46 sono in fase di sviluppo). L’Italia con le sue centrali nel tratto alpino è in grado di generare 8 gigawatt annuali sui 142 totali globali. L’obiettivo è ora di arrivare a 325 entro il 2030.

In Europa, i progetti più rilevanti in corso sono in Germania, Austria, Svizzera e Portogallo, mentre negli Stati Uniti ce ne sono due in costruzione (entrambe in California).

Gli accumuli idroelettrici crescono però soprattutto in Cina dove non solo ci sono attualmente 15 centrali in costruzione, ma una è particolarmente promettente: quella di Fengning, da 3,6 gigawatt, sarà la più grande al mondo al suo completamento nel 2022.

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