Riso sostenibile dalla Cina

Quello della siccità è uno dei maggiori problemi nella realtà odierna e la partecipazione del surriscaldamento globale non è una nota positiva.

Tra le aree più colpite c’è senza dubbio il continente cinese, grandissimo produttore di riso, che sta puntando alle coltivazioni sostenibili, in particolare quelle capaci di crescere in acque salate.

Milioni di ettari nelle regioni umide dell’Asia meridionale e sudorientale sono tecnicamente adatti alla produzione di riso, ma hanno rese molto basse a causa del problema della salinità, come riportano i dati raccolti dall’International Rice Research Institute (IRRI).

Spinto dalla mancanza di acqua dolce in cui farle crescere, Yuan Longping, scienziato e agronomo cinese conosciuto proprio per i suoi esperimenti sul riso ibrido, ne ha messo a punto una nuova tipologia in grado di crescere anche, e soprattutto, nell’acqua salata che generalmente stressa le piante rendendo difficile l’attività di fotosintesi necessaria per sopravvivere e crescere.

La sua ricerca è stata portata avanti nella zona costiera di Quingdao, presso il Mar Giallo, dove sono state piantate circa 200 varietà di riso modificate per osservarne la reazione in ambiente salino.

Ciò che si è ottenuto è andato ben oltre le aspettative. L’obiettivo era stato prefissato per 4,5 tonnellate/ettari, ma i risultati hanno portato alla produzione di ben 9 tonnellate.

Il riso coltivato con acqua salata ha già un nome e un prezzo di mercato. Si chiama “Yuan Mi” e vale 8 volte in più rispetto a quello normale (50 Yuan/Kg che per noi equivalgono a 6,35€).

Nonostante questo, il suo produttore ha già ottenuto ordini da più di mille clienti che solo nel mese di agosto ne hanno acquistate 6 tonnellate e pare che il merito sia attribuibile al suo intenso sapore.

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